TEMPLE FACTORY
presentano
A MATTER OF FEELINGS
© 2026 La Buca
Recording Club | ℗ 2026 Temple Factory
Tracklist: Forty Days /
Don't Stress Me Out / Rebel / Million Stars / Passenger / Melody for Death /
Come Back Home / I Wish My Love Could Grow / Drug Dose / Time Is Over
Streaming:
https://open.spotify.com/album/4xzqglORyCBsVrWbQqxPsJ
I Temple Factory hanno cominciato a suonare
insieme nel 2018, in una sala prove ricavata dentro una fabbrica meccanica.
Nessuna etichetta major, nessuna spinta dall'alto — solo amicizia, costanza e
voglia di fare musica vera. Il loro secondo album parla di sentimenti, di
paura, di coraggio. Tutto quello che i ventenni di oggi conoscono bene.
Quando avete capito che fare musica non era solo un hobby ma
qualcosa a cui valeva la pena dedicare tempo, energia e denaro?
Questo è un pensiero che abbiamo sempre avuto; ci siamo
sempre dedicati anima e corpo alla musica, in tutti i numerosi progetti che
abbiamo avuto insieme o singolarmente. La differenza sta nel fatto che anni fa
avevamo il tempo e l’energia mentre oggi sia l’uno che l’altra sono
inevitabilmente calati. Fortunatamente, lavorando tutti, abbiamo qualche
sicurezza in più sul piano economico, aspetto che oggi nel mondo della musica è
assolutamente importante considerando la natura costosa di questa passione.
"A Matter of Feelings" parla molto di sentimenti —
un territorio che spesso i giovani evitano per paura di sembrare vulnerabili.
Come mai avete scelto di essere così diretti emotivamente?
Risposta secca: perché non siamo più così giovani! Abbiamo
tutti numerose esperienze alle spalle, belle e meno belle. Quindi siamo le
persone giuste e nelle giuste condizioni per essere emotivamente diretti. È
stata una scelta fin dall’inizio e siamo assolutamente convinti di aver fatto
la scelta giusta
Costruire una sala prove in una fabbrica meccanica,
registrare in uno studio indipendente, pubblicare con la propria etichetta:
quanto conta l'indipendenza per voi, e cosa consigliereste a chi vuole fare lo
stesso percorso?
Premesso che non ci sono molte alternative perché la
concorrenza è tanta, fare un percorso indipendente ha sicuramente i suoi
vantaggi: nessun condizionamento, totale liberta di scelta in tutti gli ambiti
e con ciò la possibilità di esprimere pienamente se stessi e la propria musica.
Noi quindi lo consiglieremmo. Ovviamente se si presenta una buona occasione non
lasciatevela scappare. Il nostro è un mondo dove spesso il treno… passa una
sola volta!
Avete vissuto il cambio di formazione come una crisi o come
un'opportunità? E cosa avete imparato su voi stessi in quel momento?
Sinceramente crediamo sia stata più che altro
un’opportunità. Cambiare la line up garantisce nuove prospettive
musicali e ti permette di sperimentare nuove idee. Una voce differente cambia
l’atmosfera e con essa inevitabilmente gli arrangiamenti se non addirittura lo
stile. Allo stesso modo un chitarrista competente aiuta molto perché ti porta a
limare quelli che possono essere i limiti tecnici, tanto in fase di scrittura
quanto in fase di live.
Se doveste dare un consiglio a una band di ventenni che sta
iniziando adesso, cosa direste loro — sulla musica, sul business, sulle
aspettative?
Che è una strada molto difficile, con pochissime certezze e
che bisogna dedicarci anima e corpo. Detto questo diremmo anche che avere un
progetto musicale è estremamente stimolante e fonte di enorme felicità. Ma
soprattutto diremmo “Grazie!” perché oggi più che mai abbiamo bisogno di
giovani che scrivono e propongono musica inedita senza la quale la cultura
musicale di un paese entra inevitabilmente in declino!
IL DISCO
La band Temple Factory è uno di
quei nomi della musica emergente che sembra arrivare dal panorama
internazionale. Ma questo gruppo è puramente italiano anche se ha scelto la
lingua inglese per la sua musica. Con una nuova formazione i Temple Factory
pubblicano l’album A Matter Of Feelings.
Dieci
brani scelti con cura per poter realizzare una dichiarazione d’identità per la
band bresciana. Con il loro secondo lavoro discografico i Temple Factory hanno
voluto dare una direzione precisa alla loro musica.
Tanti i temi che sono stati
messi al centro delle canzoni come l’amore, la morte e la rinascita per poter
dimostrare che la musica rock è soprattutto visione della vita e delle
emozioni.
Lo stile indie-rock della band
è in linea con i precedenti lavori ma il progetto segna anche un’evoluzione per
le sonorità più moderne e per la ricerca di atmosfere più intime.
BIOGRAFIA
I Temple
Factory sono una band bresciana fondata nel 2018 per volontà del batterista
Roberto Pedrotti al quale si aggregano gli amici di sempre Andrea Zuelli,
Renato Montini e Stefano Sina.
Nella sala
prove costruita all’interno di una fabbrica meccanica i quattro iniziano a
lavorare a quello che sarebbe diventato il loro primo album inedito, registrato
e prodotto presso “La Buca Recording Club” di Simone Piccinelli. Il lavoro
viene pubblicato nel 2021 col titolo “It’s Time” e a questo seguiranno
due singoli, “No Other Lies” e “Come On”. Sia l’album che i
singoli vedranno alla voce Diego Pardo, cantante di Alessandria unitosi alla
band poco dopo la nascita del gruppo ma presto allontanatosi per seguire altri
progetti; la line up pertanto si rinnova con l’ingresso di Mattia Gobbi
come chitarrista e seconda voce e Andrea Zuelli che lascia la chitarra per
passare al ruolo di cantante.
Con questa
nuova formazione la band si concentra su nuovi brani e nel 2025 entra in studio
per la registrazione di un nuovo album: “A Matter of Feelings”.
Lo stile
indi-rock della band è in linea con i precedenti lavori ma il progetto
segna anche un’evoluzione per le sonorità più moderne e per la ricerca di
atmosfere più intime. Le tematiche trattate sono da sempre considerate molto
importanti all’interno del gruppo e anche in questo la band rimane fedele al
proprio stile.
I Temple
Factory sono: Andrea Zuelli (voce), Roberto Pedrotti (batteria), Stefano Sina
(basso), Montini Renato (chitarra), Mattia Gobbi (chitarra).