mercoledì 4 febbraio 2026

 ABISSI - Paramagia (Octopus Rising / Argonauta Records]


 

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https://open.spotify.com/intl-it/album/60yzPnD4MaNF0Gd6cRKoSi?si=uOtDzzK6QFG96X2mhVGMaQ

Il nuovo disco degli Abissi si presenta come un percorso compatto e visionario. Funerale in Messico apre con riff pesanti e saturi, mentre la voce si muove su coordinate oniriche: non canta davvero, ma disegna linee vocali sospese, evocando un incontro ideale tra Deftones e Melvins. È subito chiaro che l’impatto non è mai fine a se stesso, ma sempre filtrato da una dimensione dream. Pizzo, primo singolo accompagnato da video, spezza e ricompone continuamente la struttura: nervoso, frammentato, costruito ancora una volta su un ritornello che vocalizza più che dichiarare, per poi deragliare in una voce schizzata e inquieta. Con Le Chiese l’attacco è devastante: chitarra e batteria procedono lente e schiaccianti, ancora in territori alla Melvins, prima che la voce entri e apra a un ritornello di vocalizzi eterei, tra i momenti più riusciti del disco. Grabovi gioca su più livelli: una chitarra nervosa tra metal e stoner, un assolo sognante, aperture psichedeliche e un finale lento, dilatato, quasi ipnotico. Sequenze è uno dei tre brani strumentali e parte da loop sperimentali che richiamano Godspeed You! Black Emperor e Flying Saucer Attack. Dopo questa pausa immersiva, Cemento riporta in primo piano chitarre taglienti e una macchina sonora che macina riff e beat bestiali, mentre la voce resta lontana, sognante, come un’eco. Madama Cristina sorprende con un’attitudine più lineare: desert rock, richiami ai Verdena e ai QOTSA, quasi pop nella sua immediatezza. 3424 chiude con un attacco frontale di chitarre stoner graffianti, continui cambi di direzione e arpeggi psichedelici alla Kyuss, confermando la forza degli Abissi anche nel linguaggio puramente strumentale.


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