Leon
seti presenta Oh London!
https://open.spotify.com/intl-it/album/4b9wSoqy40Aj7Fsz7KYz9e?si=lLab2b8fQIirfaJR33qFww
L’INTERVISTA
01.
Come e quando prende
vita la tua strada musicale?
Il mio percorso comincia a 19
anni in Inghilterra, dove comincio a scrivere i pezzi del mio primo EP nel mio
computer.
02.
Come
definiresti il tuo genere musicale ?
Il mio genere é pop elettronico,
forse anche alternativo o chill.
03.
Qual'è
il brano più rappresentativo dell'ep ?
Il brano che rappresenta piú l’EP
é august, nostalgico ed estivo.
04.
Che
cosa ha di “Speciale” il tuo nuovo lavoro?
La mia nuova musica é speciale
perché rappresenta una nuova collaborazione e nuovi suoni. Ho preso piú mano
sulla produzione rispetto al mio album passato, quindi questo lavoro lo sento
piú mio.
05.
Quali
sono i tuoi piani più immediati?
I piani piú immediati
sono di continuare a promuovere la mia musica sui social, pubblicare remix e
forse un alb
L’ep
"Oh, London",
il nuovo EP di Leon Seti, è un’esaltazione poetica della tarda estate:
quella fase sospesa tra la luce e la malinconia, dove i giorni sembrano
allungarsi nell’aria calda e i ricordi iniziano già a sbiadire. Quattro tracce
intime e cinematografiche raccontano emozioni effimere e nostalgiche, tipiche
di una stagione che si spegne lentamente, lasciando spazio ai sogni, all’attesa
e a una dolce inquietudine.
L’EP si apre con “August”,
il primo singolo, che ne definisce subito l’atmosfera: calda, avvolgente, come
il vento di fine agosto. Il brano è un racconto delicato di un amore passato,
tra sussurri elettronici e malinconie luminose.
Segue “Bluffer”, una
traccia travolgente e giocosa, che si fa portavoce di una rabbia euforica: cori
stratificati e synth brillanti creano un inno liberatorio che sbeffeggia tutti
i detrattori di Seti e la sua esperienza nel mondo della musica.
La title track, “Oh,
London”, arriva come una brezza al tramonto. Parte tranquilla, cresce
lentamente e si apre in un finale corale con un beat e campane che richiamano
la capitale britannica. Il brano è una riflessione intensa sul rapporto
ambivalente che Leon Seti intrattiene con la città che lo ha accolto per anni:
un intreccio profondo di amore, frustrazione, crescita e conquista e che, come
dice nel pezzo, lo riporta sempre allo stesso punto.
A chiudere il progetto è “Universe”,
una sorta di notturno stellare, come la sera di San Lorenzo: una ballata che
volge lo sguardo al cielo, riflettendo sull’amore e sul nostro posto
nell’infinito. Una canzone dedicata al partner di Leon che ci ricorda quanto
siamo grandi e piccoli allo stesso tempo, parte dello stesso universo.
Con questo nuovo lavoro, Leon
Seti si presenta come una divinità dell’estate tardiva: un’immagine mitica e
contemporanea, con spighe tra i capelli e melodie cariche di speranza,
desiderio e luce lontana.
Leon: “Oh, London è un piccolo
rituale pop, un invito a perdersi nei ricordi e nelle promesse dell’estate che
finisce e un assaggio di quello che verrá.”

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