lunedì 28 settembre 2009

MEI e Amnesty insieme per la compilation "Suoni di confine"

Amnesty International e MEI (Meeting degli Indipendenti) regalano la compilation “Suoni di Confine”, premio dedicato alla musica multietnica prodotta in Italia che nell’edizione 2008 ha premiato artisti come Teresa de Sio, A67, Mau Mau, Lou Dalfin e tanti altri.




Amnesty International, che patrocina l’intero progetto, segnala la compilation in home page sul proprio sito http://www.amnesty.it : da questa pagina si può accedere al myspace di “Suoni di Confine” http://www.myspace.com/meisuonidiconfine dove scaricare GRATUITAMENTE la compilation con gli artisti vincitori della scorsa edizione.



Il premio “Suoni di Confine” 2009 sarà assegnato nell’ambito della XIII edizione del MEI di Faenza, nei giorni 27-28-29 novembre: verranno premiati i migliori due dischi di musica multietnica prodotti da ottobre 2008 ad ottobre 2009, e sono previsti altri speciali riconoscimenti. Per iscriversi all’edizione 2009 c’è tempo ancora fino al 30 settembre.

I vincitori verranno annunciati nei primi giorni di ottobre.

venerdì 25 settembre 2009

Cosmetic: lo shoegaze made in Italy... e che shoegaze!

Cosmetic è una band nata circa 10 anni fa sulle colline romagnole, traendo ispirazione dalla videocassetta "1991: the year punk broke". In 10 anni sono successe tante cose e la band (ad oggi Bart, Pain, Simone ed Emily) ha suonato con costanza evolvendo fino a trovare la propria forma espressiva più congeniale in una sorta di pop sonico e shoegaze in italiano.


Nel 2007 è uscito il primo vero album chiamato "Sursum Corda", edito da Tafuzzy Records e Cane Andaluso e da allora le cose si sono mosse più del solito, tra concerti in giro per l'Italia, recensioni ed esperienze varie.


Volevano sciogliersi sul più bello, ma purtroppo ecco arrivare il secondo disco: “Non siamo di qui”, pubblicato dall’etichetta La Tempesta.

Il nuovo disco parte dalla lezione dei My Bloody Valentine e la rielabora secondo le istanze ormai proprie dei Cosmetic: nel corso della sua lunga carriera la band ha trovato la propria strada, dove lo shoegaze dei maestri è assimilato e trasformato in un sound nuovo, dove la lingua italiana riveste un ruolo di primaria importanza.

Sul loro myspace i Cosmetic presentano così la propria musica: “abbiamo ascoltato cose che poi non si sentono nel nostro sound, e assomigliamo a certe cose che invece non abbiamo mai ascoltato. Qui trovate esempi di entrambe le categorie:

Television, Joy Division, Sonic Youth, Jesus and Mary Chain, Stone Roses Dinosaur Jr, Happy Mondays, Nirvana, Shellac, My Bloody Valentine, Polvo, Soundgarden, Calla…”






http://www.myspace.com/cosmeticmusic

martedì 22 settembre 2009

Svolta industrial per gli Oceandrive, "Why Everybody Sucks?"

Formatisi all’inizio del 2009, gli Oceandrive nascono dalle ceneri degli H-Strychnine, nome storico del post-hardcore italiano di fine anni ’90. Abbandonate le sonorità punk e screamo che caratterizzavano la precedente band, i chitarristi Luciano Ferraresi e Andrea Mezzogori si propongono di raggiungere un punto d’incontro tra melodia ed aggressività.


Nasce così “Why Everybody Sucks?”, primo disco degli Oceandrive: 11 tracce di rock industriale, tra Nine Inch Nails e Ministry, con derive elettroniche e echi del grunge dei Nirvana e dei primi Pearl Jam, specialmente nelle linee di cantato. Prodotto da Riccardo Pasini (già al lavoro con Hormonauts ed Extrema), il disco contiene inoltre una curiosa rivisitazione di “The Look”, cavallo di battaglia degli svedesi Roxette; da segnalare sono però i brani originali “Acure” e “Gheisha Stone”,
riuscitissimi in particolare sotto l’aspetto ritmico.


www.myspace.com/oceandrive2009

"Eleven", la new wave italiana degli Stereoplastica.

Una lunga gavetta, prima come cover band e poi con i nomi di Upside Fancy Stereo e Viola Maldita, per i vercellesi Stereo Plastica, che arrivano all’esordio vero e proprio con questo “Eleven”, prodotto da Fabrizio Chiapello (già al lavoro con artisti come Baustelle e Subsonica). Il titolo rimanda agli undici anni intercorsi dalla fondazione della band, e alle undici canzoni contenute nell’album, dai riferimenti esplicitamente brit (in particolare alla “Plastic Soul Music” di David Bowie, ma anche ai più contemporanei Arctic Monkeys).


Interamente cantato in inglese, “Eleven” è un disco dal sapore internazionale, dove la new wave di seconda generazione si impone con i suoi riff incendiari, e dove le ritmiche strizzano l’occhio al funk e a una disco “bastardizzata”, simile a quella dei Franz Ferdinand e dei Gossip. Da segnalare l’ottima performance del cantante Raffaello Camanzo, perfettamente a suo agio nel ruolo del londinese nato per caso in Piemonte.


www.myspace.com/stereoplastica

venerdì 18 settembre 2009

Scotch Ale, "R+R"


Arriva il nuovo album degli Scotch Ale, “R+R”: 10 tracce pop & roll di grande impatto, tra cui il fortunato singolo “Vita Col Top”, che ha anticipato l’uscita del lavoro. “R+R” è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’importante produttore Fabrizio Grossi (che ha lavorato, tra gli altri, con Slash dei Guns’n’Roses, John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers e Glenn Hughes dei Deep Purple) e vede al suo interno la partecipazione di altri top producers come Steve Lyon (nel suo curriculum produzioni dei Depeche Mode, Cure, Subsonica, Paul Mc Cartney e Laura Pausini) e Daniele Persoglio (già al lavoro con Finley e Punkreas).
 Nati solo nel 2008, i trevigiani Scotch Ale propongono un’interessante miscela di pop e rock and roll, che si unisce a mai banali testi in italiano e inglese. Dopo nemmeno un anno e mezzo, la band si trova già alle spalle l’accesso alle fasi finali di concorsi come Italia Wave e Gbob,  una presenza sul palco del Teatro Ariston grazie a sanremo.59, con il brano “Non sei quella che vorrei”, la cessione del “movie edit” di “Close my eyes”, versione inglese di “Vita (col) top” per la "Paramount Pictures" di Hollywood e recentemente la vittoria del concorso “Note a Pennello” per il “miglior inedito”, con il brano “Brivido”, che sarà anche il prossimo singolo.
Non è finita: dal sito degli Scotch Ale è possibile scaricare gratuitamente “Seconda Chance”, b-side dell’album “R+R”.
Questo l’indirizzo per scaricare il brano:


http://www.myspace.com/scotchaleband  
http://www.scotchaleband.com/

mercoledì 16 settembre 2009

"Animystic", gran bel disco da avere.

La storia dei Roots Connection non può che iniziare da una fine.
Enrico Micheletti, voce, corde e anima del gruppo è scomparso il 4 dicembre 2008. Le sue ceneri sparse nel Mar Tirreno, le sue ultime note, le sue definitive parole affidate ad un ultimo toccante album “Animystic”.
I suoi 57 anni Enrico li ha spesi tutti su assoli, scale, armonie e riff tesi al raggiungimento dell'essenziale, a creare un unico primordiale suono. Anni in cui mai si è placata la voglia di sperimentare, di conoscere le possibilità timbriche ed espressive della chitarra dobro e del sitar. Anni in cui la voce si è incattivita su oscurità blues o si è addolcita su ballads. Una vita randagia, quella di Enrico, tra la natia Bolzano e poi l’Europa, il Canada, gli Stati Uniti, l’India, sempre e comunque insieme all'inseparabile chitarra, compagna di esperienze non tutte indolori. In mezzo tanti progetti, tante storie musicali, tra cui la Hard Time Blues Band, gruppo che ha infuocato i palchi tra gli anni '70 ed '80 tributandogli riconoscimenti e pubblico. Una serie di collaborazioni infinite con nomi storici del rock e della roots music: Memphis Slim, Herbie Man, Rory Gallagher, fino ai duetti con John Lee Hooker e Champion Jack Dupree.

I Roots Connection nascono in patria nel 2000, in un piccolo locale di Reggio Emilia dove Enrico incontra Fabio Ferraboschi e Fabrizio Tavernelli, due musicisti dalle esperienze molteplici, ma accomunati a Enrico dall’amore per le radici della musica nera (da cui il nome della band), il blues appunto, quello del Delta. I tre musicisti trovano una strada personale nell’approccio agli amati standard di Willie Dixon, Leadbelly, Robert Johnson, ritrattandoli e processandoli con le nuove tecniche digitali, con i sequencer e i sintetizzatori. Nasce così il primo album “Roots Connection”, pubblicato nel 2002 su Baracca&Burattini/Edel. Poi tanti concerti, la dimensione dove l’electro-delta-blues dei Roots Connection trova il suo compimento ideale. Tra le tante soddisfazioni, il premio come migliore colonna sonora al Nonantola Film Festival nel 2008, purtroppo uno degli ultimi episodi della band prima della scomparsa di Enrico. Come ogni soundtrack che si rispetti, arriva sui titoli di coda la musica che deve rimanere impressa nella memoria e collegare ad una sequenza di accordi, ad un tema musicale un ricordo, un’immagine, una storia.
“Animystic”, ultima testimonianza su disco di Enrico “Mad Dog” Micheletti, assolve perfettamente a questo compito.

ANIMYSTIC
Il titolo nasce dalla fusione di due parole: animismo e mistico. Due definizioni, due suggestioni che ne ispirano il suono e l’immaginario. Le religioni animiste primitive vedono in tutte le cose, viventi ed inanimate, la presenza di uno spirito divino. Ovunque è un manifestarsi di una forza superiore all’uomo. Da questa essenza si evolvono le religioni.
La stessa essenza da cui si sviluppano le musiche e le parole “spirituali” : Blues, Soul, Jazz, Raga, Gospel. La stessa passione che si trova nelle canzoni di devozione. L’animo umano che si esprime in bilico tra caduta ed elevazione, gioia e sofferenza. E’ la danza della trasformazione, come le credenze primordiali nascoste dietro alla religione dei conquistatori, unica strategia di sopravvivenza nel tempo per i popoli colonizzati. Un mimetismo che ha dato vita a rigogliose contaminazioni sonore.
Così questo nuovo episodio si apre ad altre influenze, prosegue nel suo processo di ibridazione tra diversi linguaggi. Atmosfere “spiritual”, roots vibes e tecnologia, pulsazioni funky, musiche del delta e profondità dub. Africa, Carabi, Europa, India, New Orleans. Seguendo il peregrinare di genti trascinate attraverso gli oceani per forza o per volere. Affascinati ed impauriti allo stesso tempo dall’altrove, pronti a cantare l’arcano, l’amore terreno e l’amore mistico. Danzando sul rituale della vita, con ritmo e trasporto, avendo la musica come mediatrice tra uomini e divinità.
Tutto questo, è “Animystic”, ultima impronta su questa terra lasciata da Enrico Micheletti con i suoi Roots Connection, e con alcuni ospiti come Alberto Morselli (voce degli indimenticati Modena City Ramblers di “Riportando tutto a casa”) e Lucia Tarì (già con Frontera e Timoria).

martedì 15 settembre 2009

Ray Tarantino, "Recusant". Da avere.

www.myspace.com/raytarantino

Già il fatto che gente come Matthew Bellamy dei Muse o Steward Copeland dei Police ne parlino in maniera entusiastica potrebbe essere un segnale che questo Ray Tarantino ha le carte in regola per scrivere belle canzoni.
Proprio così…Belle canzoni…. Sembra facile, ma non lo è…
Quanti artisti ci sono oggi che lo sanno fare.
Ray ci prova.
Ci prova con la sua verve e con una cerchia di amici/collaboratori di grande spessore. Tony Bowers dei Simply Red, ad esempio, ha co prodotto l’album.
Steve Shebby, già al basso con Tom Jones, ha suonato il basso.


RAY TARANTINO
"Recusant"
Singolo “Five O’clock In The Morning”


"LAMETTE" il nuovo video di Posi @_@

"I LIKE POSI", ECCO IL LINK AL NUOVO VIDEO "LAMETTE"

http://www.youtube.com/watch?v=NpYekE2-GVI

Posi fa il suo esordio giovanissima nel mondo dell’hip hop, che la porta al fianco di artisti come Articolo 31 ed il rapper americano Rhazel. Dopo tre apprezzati album in questo stile, nel 2008 arriva la svolta con il singolo " Voglio Farmi la DJ ", brano autobiografico, provocatorio, discusso e censurato, che diventa presto un tormentone sulla bocca di tutti. Indimenticabile il suo confronto/scontro tete-a-tete con Anna Tatangelo nel talk-show di Piero Chiambretti, che diventa presto uno dei maggiori sostenitori di Posi, grazie al suo essere diretta e pungente. Il 12 giugno 2009 esce finalmente " I Like Posi ", album che contiene il nuovo singolo che ne anticipa l’uscita: si tratta di " Lamette ", vulcanico omaggio e rivisitazione ad un’altra anti-diva della musica italiana, Donatella Rettore, che ha creduto in questo progetto dal primo ascolto! " Lamette " è correlato da un video con un taglio prettamente cinematografico, diretto dal regista Francesco Calabrese, già noto a molti per aver realizzato il video di Steve Aoki & The Bloody Beetroots. “ I Like Posi " (ilikePosi!) è un disco eclettico e sperimentale, un mash up di stili come electro, rap e punk, accompagnato da liriche ciniche e travolgenti e basi ipnotiche alla Basement Jaxx: Posi non rinnega il suo passato da cantautrice in rima, ma anzi lo affina plasmandolo con sonorità da club londinese, grazie ai beat prodotti dall’ esperto Mace. Outsider, schiva e solitaria. E' tra le dj piu' richieste nel nostro paese. Anti-diva e fuori dagli schemi, contro tendenza ed antitesi dei cliche', alterna live al cardiopalma, a dj set in consolle dai bassi predominanti, e ricchi di drum machine, campionatori e sintetizzatori dai quali non si separa mai. " I Like Posi " (ilikePosi!) conquisterà sia i duri e puri del rap, grazie al carisma e alla verve di Posi, sia il popolo della notte alla ricerca di emozioni sulle dancefloor di tutta Italia.

lunedì 14 settembre 2009

"Disremembering Echo" il primo video di Anti Gone

Dopo l’ottima accoglienza tributata al suo disco solista “Anti Gone”,Barbara de Dominicis presenta il primo video “Disremembering Echo”: un lavoro poetico e visionario, realizzato in collaborazione con il regista Davide Lonardi, che dona ulteriore fascino e profondità alle atmosfere suggerite dalle canzoni di Barbara, sospese tra elettronica, pop e avant-folk.

http://www.vimeo.com/6414666

SUPERLOWED, "Storia Illustrata dei Mezzi di Trasporto".

Il primo prodotto ufficiale del progetto SUPERLOWed. Un libro illustrato e un cd musicale. Solo questo. E molto altro ancora. Ai testi visionari, onirici, implosivi e a loro modo coerenti del “Canzoniere Biondo” si accompagnano le indicazioni grafiche, talvolta poetiche, altre naif, altre ancora spiazzanti per la qualità del frainteso linguistico (a loro modo significativamente incoerenti) dell’artista catalano Roger Marìn Muntané. A un ultracitazionismo di sottofondo, una ragnatela fittissima che immischia letteratura, cinema, arte e chissà cosa d’altro, fa da contraltare una visibilissima superficie al tratto leggera, canticchiata, scanzonata, solare. Pop. Così è anche la musica di SUPERLOWed. Contraddittoria e lecita. Rumore bianco a bella posta distinguibile. Musica che somiglia solo a se stessa anche quando suona misteriosamente familiare. Musica giocattolo fatta con strumenti veri. E strumenti veri usati come giocattoli. Il tutto catturato col microfonino dei corsi d’inglese per pc. Ascoltiamo e leggiamo il divertimento serio di questa Storia illustrata dei mezzi di trasporto attribuendo con benevolenza ai suoi estensori il ruolo provvisorio di pedagoghi . Al lettore/ascoltatore (spettatore?) coinvolto, il compito di stabilire, una volta per tutte, la natura del “trasporto” in esame.


Storia illustrata dei mezzi di trasporto
libro+cd
La scuola di Pitagora editrice

Dalle sneakers odiate da Montale all’acceleratore di particelle. Dalla tavola da surf alla tavola degli elementi. Dalle correnti pittoriche ascensionali alle correnti quantiche del Pacifico. Dal buco nero al tappeto rosso. Dal calesse alla metempsicosi. L’intera gamma dei mezzi di trasporto sussunta in un unico agevole volumetto ascoltabile. Magistralmente frainteso da Roger Marìn Mountané. Registrato col microfonino dei corsi di inglese per pc. Un prodotto SUPERLOWed. Per alcune fasce d’età.





www.myspace.com/superlowed

venerdì 11 settembre 2009

"The Ranj", ascoltare per credere...




THE RANJ
“THE RANJ”
Autoproduzione
Distribuzione: Jestrai
Data di uscita: 5 luglio 2009




Ranj è la radice di una parola sanscrita che significa “tingere”, “colorare”. Si trova per la prima volta associata ad un ambito musicale in un trattato indiano del VII secolo d.C. nella descrizione della forma musicale più importante indiana, il rāga. Quest’ultimo, secondo il trattato, avrebbe lo scopo di “tingere la mente dell’ascoltatore e di fermarne il vorticare dei pensieri” con una valenza salvifica.

The Ranj nascono nel 2007, ad opera di 4 studenti di musica indiana del Conservatorio di Vicenza:
Michele Mastrotto, diplomato in percussioni, diplomato in tabla
Elisabetta Giuspoli, diplomata in canto classico indiano (dhrupad)
Elisa De Munari, diplomata in sitar, diplomanda in contrabbasso
Andrea Ferigo, diplomato in chitarra classica, diplomato in sitar

Tutti i membri del quartetto hanno maturato esperienze nell’ambito del rock e della classica occidentale.
Il progetto-Ranj nasce dall’idea di creare composizioni originali utilizzando le regole, la logica e le strutture della musica indiana colta. La forma più conosciuta di quest’ultima è il rāga, cioè una struttura melodica modale in cui sono previste regole compositive in base al momento di esecuzione nella giornata, alle note da utilizzare in una scala ascendente e discendente, quelle da evitare, una coppia di note più importante da sottolineare di continuo, l’aggancio ad un'unica tonica, la mancanza di modulazione, l’assenza delle regole di attrazione tonale, il riferimento ad un sistema di intervalli non temperati.
Inoltre le composizioni vengono create a partire da strutture ritmiche tipiche della musica indiana, in cui il concetto di linearità ritmica occidentale è sostituito dalla ciclicità ritmica, il tala. I brani vengono così composti utilizzando i tala, appunto, cioè cicli di 10, 12, 7, 8, 16 movimenti (invece dei soliti 4/4 o 6/8, ecc.). Tutto questo complesso sistema di regole è stato però ibridato e mescolato alle sonorità del rock grunge, altra passione dei membri della band. Il tentativo è quello di uscire dalle mode del folklore etnico (le “spruzzatine” di colori afro-americo-latino-indo-ecc., generalmente applicate qua e là sulla canzone occidentale).
Dopo anni passati ad ascoltare esperimenti in cui l’approccio al sistema indiano era sempre comunque, a volte inconsciamente, volto ad occidentalizzarne i tratti, questo progetto ha anche un’ambizione non tanto mascherata di immergere la musica (almeno il rock) occidentale nelle regole indiane, con un rovesciamento di prospettive, approcci ed obiettivi. Anche nella stesura dei testi si è cercato di affermare e di dimostrare questa nuova libertà. Il suono della parola è tale sia che essa venga pronunciata in italiano, in hindi, in marathi, in inglese, e…altro. L’avventura è appena iniziata con i 9 brani che costituiscono il disco d’esordio, 1 strumentale, 6 completamente originali, 3 brani della tradizione classica indiana, opportunamente adattati, o meglio riarRANJati per un quartetto rock.

www.myspace.com/theranj

mercoledì 9 settembre 2009

La dritta del giorno...

PER SAPERNE UN PO’ DI PIU’ SULLA SCENA MUSICALE PIU’ INTERESSANTE DEL MOMENTO: THE DELIMAGAZINE.COM . Ecco la dritta !

Sentito parlare di Grizzly Bear, Yeahsayer, MGMT, Dirty Projectors…Insomma, il meglio dell’espressione artistica indie a livello internazionale?

Beh, c’è un sito, http://www.thedelimagazine.com/, che è una fonte immensa di tutto ciò che sta avvenendo ora a Brooklyn (la nuova frontiera artistica della Big Apple) e a NYC in genere.

The Deli Music Recipe From The Big Apple infatti, a parte sezioni dedicate agli artisti (su studi di registrazione etc) scandaglia la nuova scena con attenzione.
Una sorta di Pitchfork in versione newyorkese.

Aggiornamenti anche da LA, Nashville, Chicago, SF, Portland, Austin, Filadelfia eNew England

Check this!

Il nuovo disco dei Marigold, "Tajga". Da ascoltare ;)


A distanza di due anni da “Erotomania”, il disco che li aveva segnalati all’attenzione del pubblico indie e dark italiano, ecco tornare i Marigold con il loro ultimo lavoro.

Tajga”, questo il titolo dell’album, vede ancora in cabina di regia Amaury Cambuzat: il leader degli Ulan Bator, che già aveva partecipato ad “Erotomania”, è inoltre produttore del nuovo disco per la sua nuova etichetta Acid Cobra. Altra partecipazione importante è quella di Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax, ospite al piano in una canzone.

“Tajga” è un album oscuro e nervoso, dove le atmosfere del post-rock si alternano a repentine derive shoegaze, e dove il gothic rock funge da punto di partenza per una ideale colonna sonora che accompagna verso il buio, il baratro, la perdita dei sensi. La band abruzzese si mostra ormai matura e consapevole dei propri mezzi, sia nella ricercata scelta dei suoni, sia in fase compositiva e di arrangiamento.

http://www.myspace.com/themarigoldband

Il ritorno dei Frigidaire Tango, "L'Illusione Del Volo"


I Frigidaire Tango sono stati tra i pionieri della new wave in Italia, protagonisti di un’avventura musicale esplosiva e tormentata, cominciata a Bassano del Grappa all’alba degli anni Ottanta e conclusasi con uno storico concerto nel luglio del 1986.

Recentemente riapparsi con un’“operazione nostalgia”, che proponeva i primi LP in un cofanetto ricco di inediti e curiosità, i Frigidaire Tango tornano finalmente in studio dopo oltre venticinque anni.

Il nuovo album, “L’illusione del volo”, è prodotto dal lungimirante Giorgio Canali e vede tra gli ospiti Federico Fiumani (Diaframma), Aldo Tagliapietra (Le Orme) e Diego Galeri (Timoria).

La scelta di cantare in italiano segna un punto di svolta rispetto alle produzioni precedenti dei Frigidaire: negli anni ‘80 infatti i testi in italiano erano malvisti dagli artisti underground e bollati come “commerciali”. Il post-punk della band non ha perso smalto con gli anni, e “L’illusione del volo” si propone come energico vademecum della new wave nostrana per le nuove generazioni.


http://www.myspace.com/frigidairetango